mercoledì 10 gennaio 2018

TEMPORALI A GENNAIO NEL NORD ITALIA: UN EPISODIO ECCEZIONALE.

Nottata veramente insolita quella tra l’8 e il 9 gennaio: una particolare configurazione sciroccale, con una vasta ara ciclonica a ovest del Mar Ligure, ha consentito una imponente risalita di aria molto mite dal Nord-Africa, con umidità alle stelle e punti di rugiada insoliti (ovviamente per la stagione); in serata, al sopraggiungere di refoli di aria (relativamente) fredda e più secca da est, si è originato un vero e proprio sistema multicellulare di rovesci e temporali, che ha coperto un’area vastissima (si vedano la figura sotto).


Figura 1: tappeto di fulmini la sera dell'8 gennaio (BlitzOrtung): intensità ed estensione davvero fuori media.


Di seguito tutte le anomalie di questo evento (e sottolineo che la sua eccezionalità sta proprio che sono state tutte insieme e tutte inusuali per il mese di gennaio, RIFERITE AL NORD ITALIA).

     1)      Minime esagerate di 9-11° (a fronte di medie tra -1 e -3)
     2)      Dew Point -se possibile- ancora più esagerati, 9-13° (si vedano le figure)
     3)      Gradiente barico importante che ha originato raffiche di scirocco veramente inusuali per la Lombardia
     4)      Aria ricchissima di polveri sahariane che ha ulteriormente contribuito all’originarsi delle scariche temporalesche

Tutte queste situazioni hanno portato a un vero e proprio festival di temporali, con valori di 11° a mezzanotte, sotto intense raffiche di vento e con varie aree soggette a grandinate.
Colpa del riscaldamento globale? Un solo episodio non è imputabile, ma una lunga serie di episodi sì.

Concludo dicendo che un fenomeno simile è del tutto nuovo e l’unico termine di paragone è col gennaio 2007: vedere al tempo stesso anomalie termiche di 8°, del dew point di 12° e un tappeto di fulmini degno del mese di maggio è un evento su cui riflettere…




Figura 2: raffiche di scirocco davvero notevoli per la stagione e per la regione (CML)



Figura 3: valori insani di dew point (13°), tipici di giugno (CML).



Figura 4: tappeto di fulmini dall'estensione veramente inusuale per gennaio (BlitzOrtung).



Figura 5: intensità pluviometriche puntuali degne dei temporali estivi. RR di 250-300 mm/h è un valore che non ha alcuna attinenza con l'inverno in Lombardia. 



Davide Santini

giovedì 28 dicembre 2017

Quando ci si dimentica che dicembre è un mese invernale...

In questi giorni spopolano nei mezzi di comunicazione di massa le locuzioni improprie di gelo intenso, sciabolata artica, aria polare ecc.
La verità è che per una volta dicembre ha fatto...dicembre! Anche se le anomalie in alcune aree del Nord sono negative di circa 1°, questo mese ha finalmente avuto i connotati tipici del primo mese invernale.
Attenzione però a non cadere nell'opposto, ovvero nella banalizzazione fohn = inverno del piffero oppure anticiclone = primavera. Gli anticicloni HANNO FATTO SEMPRE PARTE del nostro clima, anche nel'800. La differenza con allora è che erano molto più frequenti le ondate di gelo (quelle vere...!), mentre oggi sono una rarità; vengono addirittura scambiate per tali delle semplici saccature colme di aria fredda, che portano momentaneamente le temperature sotto media.


Geopotenziale 500hPa a cura di Meteociel: una configurazione simile non è "ondata di gelo intenso", ma una tipica ondulazione invernale. Dovremmo preoccuparci se non ne vedessimo neanche una in dicembre (vedi l'anno scorso)

Ci tengo a precisare che era normale anche allora avere OCCASIONALI punte di 10-12° in Pianura Padana anche in pieno inverno: non dobbiamo pensare che 150 anni fa gli inverni fossero come oggi in Bielorussia (dove ci sono in media 25 giornate di ghiaccio su 31 in gennaio). All'epoca erano presenti sia saccature, sia anticicloni, solo che oggi questi ultimi sono più presenti (e più caldi) che all'epoca.



Immagine presa dalla pagina Facebook "Serenissima Meteo", origine sito www.rifuginrete.com: la foto della webcam è stata scattata più o meno nello stesso periodo dell'anno, a sinistra l'inverno passato, a destra in questo inverno. Per i media quella di sinistra sarebbe normale e quello a destra "inverno gelido"; io invece dico che quella a sinistra è uno scempio e quello a destra è inverno alpino.





lunedì 6 novembre 2017

Quando i cieli autunnali stupiscono...

Autunno sinonimo di cieli grigi e anonimi? Non sempre!

Ecco un esempio lampante di come particolari condizioni meteorologiche possano originare contrasti cromatici davvero suggestivi.

Oggi, nonostante diversi impegni di lavoro, ho portato con me l’attrezzatura professionale e ho scattato un bel po’ di foto: ne propongo due.

La domanda che sorge spontanea è: come facevo a sapere che oggi, giornata “pessima” per molti, poteva regalarmi dei bei cieli, tanto da portare con me la fotocamera in giro?

La risposta è che le condizioni meteo vigenti, ovvero goccia fredda ben strutturata, nucleo molto freddo in quota e ritornante odierna (unito alla tramontana di stanotte) hanno ripulito l’aria in maniera ottimale, spazzando via numerosi agenti chimici più o meno antropici, foschia, caligine e nuclei di condensazione, donando un’atmosfera pulita e cristallina (tra un rovescio e l’altro). 

Il risultato è sintetizzato nelle due foto.





Le due immagini mostrano il Gruppo delle Grigne, il Resegone e il Pizzo dei Tre Signori visti da Milano sud, questa mattina attorno alle 10: distano 70-120 km e si vedevano nitidissime. In questo caso la visibilità superava di gran lunga i 200 km, poi è intervenuta la ritornante da S/SE, portando un nuovo carico di piogge e la visibilità è calata a qualche chilometro…

Le foto sono state scattate con una fotocamera professionale in modalità manuale, ho calibrato io esposimetro e apertura diaframma. Sarebbero venute così bene anche in modalità automatico? Sì ma...puntando correttamente il mirino (cercando il soggetto che si vuole enfatizzare). Sarebbero venute bene anche con un cellulare? ASSOLUTAMENTE NO; nessun telefono (neanche i più costosi) hanno fotocamere che rendono così, servono comunque a immortalare soggetti meteorologici, ma non danno la nitidezza, il contrasto e la cromatura delle suddette foto. Per avere scatti di qualità, serve innanzitutto un buon modello di fotocamera (reflex, bridge) e un po' di conoscenza nel campo della fotografia (anche se non mi addentro troppo nelle tecniche fotografiche).

Vi sono piaciute le foto? Vi invito a seguire la mia pagina personale (link qui sotto), dove tratto di meteorologia e fotografia, con un tocco di personalità, oltre a consigliarvi quando ci sono le condizioni meteo ottimali per scattare foto di qualità.




lunedì 30 ottobre 2017

REPORTAGE DEGLI INCENDI AL CAMPO DEI FIORI DI VARESE


Questo weekend sono stato in Zona Laghi a documentare la drammatica situazione degli incendi. Un compito che non avrei mai voluto vedere e che stupisce ancor di più se pensiamo che dovremmo essere nel periodo più piovoso dell’anno.
Le foto sono state scattate da me in data 29 ottobre tra i comuni di Azzate, Albizzate, Bodio, Galliate Lombardo e Cazzago Brabbia.



Un paio di considerazioni.
La prima è di natura climatica: è vero che non è la prima siccità presente in territorio italiano, né l’unica dell’autunno, ma è altresì vero che difficilmente si può far peggio del 2017 in termini di disponibilità di acqua da nord a sud. Un’annata veramente nera che continua a far parlare di sé, dopo un inverno secco, la terza primavera più secca di sempre, un’estate rovente e un mese di ottobre da annali per la secchezza (con davvero pochi eguali nella storia del clima italiano): dovesse fare un inverno piovoso i danni sarebbero comunque notevoli anche nel 2018. Viceversa, se dovesse prolungare questo status anche nell’inverno sarà un grosso problema la disponibilità idrica nell’estate 2018, visto l’inequivocabile trend termico del nostro semestre estivo.

La seconda considerazione è politico-economica. Ma vogliamo fare sta benedetta prevenzione? Lo so, sono un provocatore, ma anziché buttare soldi pubblici in mille cose inutili (grandi infrastrutture dubbie, opere incompiute, nuovi centro commerciali, sprechi di denaro ecc.), potremmo incentivare la prevenzione, a cominciare dalle scuole, agli enti locali e provinciali. Come? Ecco alcuni esempi: investire su manutenzione boschi, promuovere opere di conservazione dell’acqua (queste sì utili!) che permettano di mantenere riserve idriche per anni infausti come questo, investire su impianti idrici efficienti, aumentare sensibilmente stipendi e forniture delle forze di pubblica sicurezza, tutelare di più parchi e boschi, inasprire pesantemente le pene per chi provoca incendi dolosi (anni di galera e costo di risanamento a carico del criminale). 
La politica e le amministrazioni DEVONO pensarci, anziché rimpallarsi spesso le colpe come sovente accade.
Un grazie sentito va a chi rischia costantemente la vita, alle forze dell’ordine, ai volontari e a tutti quelli che sono riusciti in tempo a fermare il nuovo divampare di incendi (ricordo che il Centro Geofisico Prealpino rischiava di essere coinvolto).



Cosa possiamo fare tutti nel nostro piccolo? Piantare un albero, io l’ho già fatto diverse volte, non costa nulla ed è un piccolo modo per contribuire a dare nuova vita.

Se tutti gli abitanti della Terra piantassero anche un solo albero in un anno (ripeto, uno solo in un anno) e li mettessimo a 5 metri di distanza l’un l’altro, avremmo ogni anno circa 175000 km2 di foreste nuove, metà Italia per intenderci. Pensiamoci.








mercoledì 18 ottobre 2017

ALPI SPOGLIE DI NEVE: UN RAFFRONTO TRA 2010 E 2017

Un confronto agghiacciante (e non è un gioco di parole): le due foto, messe a confronto da me e prese cortesemente da NASA Eosdis Worldview SAT MODIS (colori reali) dimostrano lo stato pietoso delle riserve nevose delle nostre Alpi.
Siccità continua, estate caldissima, mesi secchi e soleggiati: ecco le conseguenze.
Le due foto sono della seconda metà di ottobre del 2010 (sopra) e della seconda metà di ottobre 2017 (sotto).
Non penso servano ulteriori parole. Commentate pure voi.



Gentili Utenti: siete stati tantissimi a commentarmi e a visualizzare questo articolo. Vi invito a seguirmi nella mia pagina Facebook dove tratto simultaneamente di meteorologia e fotografia.